Il bosco per la lunga degenza degli animali del Cras

Nel nostro CRAS c’è un bellissimo bosco, un’area di lunga degenza per gli #ungulati che non possono essere liberati. Sono molti gli animali che vivono in modo permanente nel nostro bosco: non possono tornare in natura perché hanno deficit permanenti derivati da traumi e non riuscirebbero a muoversi abbastanza per sopravvivere, difendersi dai predatori o dai cacciatori, né procurarsi il cibo.

In primavera arrivano tanti piccoli di #capriolo, #muflone e #cervo, spesso vittime di incidenti o cuccioli che hanno perso la mamma. Tra loro ci sono Piper, Leon, Otis e Brillantino. Piper è la nostra unica cerva, arrivata da noi piccolissima e molto debilitata. Quando gli ungulati sono così piccoli li allattiamo giorno e notte, ed è quello che abbiamo fatto anche con i caprioli Otis e Brillantino. I piccoli allattati fin dai primi giorni è quasi impossibile non imprintarli sull’uomo: se rimessi in libertà seguirebbero le persone e si avvicinerebbero ai centri abitati, creando pericolo per sé e anche per la circolazione stradale. Per questo abbiamo un bosco che accoglie tutti questi animali.

Leon invece è stato il più sfortunato di tutti: aveva una grave frattura alla zampa anteriore causata da un investimento. Non è stato possibile salvare la sua zampetta e oggi Leon è un bellissimo capriolo tripode.

Ogni vita merita di essere protetta e difesa.

Scopri la sua storia

#crasStelladelNord @leidaa_italia

Indietro
Indietro

Il gufo reale Potter, ospitato due volte al Cras “Stella del Nord”

Avanti
Avanti

Primo salvataggio dell’anno al Cras: è un cervo terrorizzato dai botti